domenica 26 luglio 2009

Google Moon

Con Google Earth adesso è possibile esplorare la superficie lunare, visitare i siti di atterraggio delle varie missioni Apollo con il commento degli astronauti e vedere i modelli in 3D dei vari "lander" presenti al suolo.Sono disponibili foto a 360°, immagini ad alta risoluzione e rari filmati sulle missioni Apollo.

martedì 21 luglio 2009

Altre 7 missioni sulla Luna, poi la crisi.


Le missioni Apollo si succedettero, una dopo l’altra, ognuna riscuotendo un po’ meno interesse di quella precedente. Negli Stati Uniti molti cominciarono a protestare per i costi elevatissimi delle missioni. Altri settori della ricerca erano stati sacrificati per vincere la gara lunare, e ci si rendeva conto che puntare tanto su un unico cavallo stava rivelandosi sbagliato. Gli Usa stavano per sperimentare la crisi energetica e già i più avveduti insistevano che bisognava investire in nuove ricerche per affrancare il Paese dalla dipendenza dal petrolio medio orientale. Mentre l’economia entrava in crisi, il presidente Richard Nixon scelse dunque di tagliare le ultime tre missioni Apollo: ad atterrare sulla luna furono solo sette delle dieci missioni previste. Ma la lezione esaltante ed eroica del progetto Apollo è rimasta vivissima nella psiche americana, e oggi Barack Obama vorrebbe riportarla alla vita, per uno scopo diverso: mobilitare un simile serbatoio di ingegno e creatività per creare l’energia pulita del futuro, e salvare la Terra per le generazioni future. - il messaggero

141 miliardi di dollari: uno sforzo gigantesco


Quattrocentomila scienziati ed esperti di ogni genere, ventimila aziende e università, 141 miliardi di dollari: uno sforzo gigantesco, che culminò con le parole di Neil Armstrong, nel momento in cui pose il piede sulla polvere lunare, «un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l’umanità». Erano le 22 e 56 del 20 luglio 1969 (le 4,56 del 21 in Italia). Armstrong, che ha sempre rifiutato il ruolo di star e ancor oggi, a 78 anni, vive ritirato senza concedere interviste, ammise qualche giorno più tardi che quella frase semplice ma efficace non se l’era preparata: «Mi venne spontanea - ha sempre sostenuto - quando vidi l’impronta del mio scarpone sulla polvere».Cinquecento milioni di persone nel mondo seguirono in diretta tv le mosse degli esploratori spaziali. Altre 500 milioni le seguirono alla radio. Fu un momento magico, che premiò il popolo di scienziati che per otto anni avevano lavorato a ritmo serratissimo al progetto Apollo. «Dovevamo dimostrare al mondo che la democrazia era un sistema di governo più efficiente e affidabile dei sistemi centralizzati come quello sovietico», racconta oggi il fisico Bill Borucki, uno degli esperti che per anni si applicarono a risolvere il problema di far rientrare gli astronauti senza che si disintegrassero in una bolla di fuoco all’impatto con l’atmosfera terrestre. - il messaggero

L'impronta di Armstrong


L’ impronta di Armstrong, primo uomo sulla Luna, così come la sua frase "Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigante per l'umanità", sono nella storia dell’umanità. Aldrin invece rimase impressionato dallo spettacolo di straordinaria desolazione e dalla sensazione di leggerezza. Rimasero oltre due ore a fare fotografie e raccogliere rocce da portare a Terra prima di rientrare nel LEM e ripartire per ritrovarsi con Collins sul Columbia. Il 24 luglio la navicella ammarò vicino alla Hawaii. L’impresa era stata portata a termine esattamente come dalle previsioni, grazie al lavoro di migliaia di persone. Per Nixon, l’allora Presidente degli Stati Uniti d’America, aver portato a compimento quello che era stato un sogno inizialmente voluto da John Kennedy significò anche una vittoria nel braccio di ferro con l’Unione Sovietica in clima di guerra fredda. Eppure, ancora oggi, non mancano i dubbiosi, quelli che pensano che, proprio per spuntarla con i sovietici, si sia trattato di una gigantesca messa in scena, una “bufala” colossale, realizzata su un set cinematografico. Nel qual caso tanto di cappello al regista. - Torino Scienze

lunedì 20 luglio 2009

L'AQUILA E' ATTERRATA

Alle 9.32 del 16 luglio 1969 si stacca dalla rampa di lancio 39-A l'Apollo 11. A bordo c'è il comandante Neil Armstrong (Gemini 8), Edwin Aldrin (Gemini 12) e Michael Collins (Gemini 10). Tutto procede regolarmente sotto gli occhi e gli obiettivi di più di 3000 giornalisti accorsi da tutte le parti. Dopo 102 ore e 43 minuti dal tempo zero del distacco dalla sala di controllo dello Space Center di Houston parte la comunicazione "Go for landing, siete autorizzati ad atterrare".
In Italia è la notte tra il 20 e il 21 luglio e a tenere svegli gli italiani c'è la voce di Tito Stagno che conduce la diretta da Roma e quella di Ruggero Orlando che segue l'evento da Houston.
Dopo un avvicinamento alla superficie non proprio tranquillo, tanto da correre il rischio di far finire l'Aquila (così si chiama il Modulo Lunare) contro un cratere, Neil Armstrong manovra abilmente il LEM e poco dopo pronuncia una delle frasi più famose di questa lunga cavalcata verso la Luna,
"Houston, qui base della Tranquillità, Aquila è atterrata".
Lo Space Center esplode di gioia. Alle 4.57 della mattina del 21 luglio Armstrong scende l'ultimo gradino della scaletta del Modulo Lunare e poggia il piede sul suolo, pronunciando la frase più famosa di tutte. Diciannove minuti dopo tocca a "Buzz" Aldrin compiere analogo tragitto.
Su di essi veglia, forse con un briciolo di invidia, Collins, nato 39 anni prima a Roma e adesso in orbita di parcheggio attorno alla Luna. Gli eroi ammarano il 24 luglio e dopo una quarantena di tre settimane si concedono alle celebrazioni. L'impresa del secolo è stata appena portata a termine. - torino scienze

La targa posta sulla Luna


Il modulo Apollo 11 portò sulla superficie due astronauti, dimostrando la possibilità umana di viaggiare fino alla Luna, eseguire attività di ricerca e ritornare con campioni di suolo lunare. I primi esseri umani atterrarono sulla Luna il 20 luglio 1969. Era l'apice della corsa allo spazio, la gara tra URSS e Stati Uniti d'America ispirata dalla guerra fredda. Il primo astronauta a camminare sulla superficie lunare fu lo statunitense Neil Armstrong, comandante dell'Apollo 11. L'ultimo sarebbe stato, poco più di tre anni più tardi, lo statunitense Eugene Cernan, durante la missione Apollo 17, il 14 dicembre 1972. L'equipaggio dell'Apollo 11 lasciò una targa di acciaio inossidabile, per commemorare lo sbarco e lasciare informazioni sulla visita ad ogni altro essere, umano o meno, che la trovi. Sulla targa c'è scritto:
(EN)
« Here men from the Planet Earth first set foot upon the moon, July 1969, A.D.We came in peace for all mankind. »
(IT)
« Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 DCSiamo venuti in pace, per tutta l'umanità. »

Oggi 20 luglio l'allunaggio



Oggi è l'anniversario dell'allunaggio dell'Apollo 11, avvenuto il 20 luglio 1969. Per commemorare questa ricorrenza, Google ha realizzato una versione di Google Maps dedicata alla Luna, Google Moon, che mostra tutti i punti in cui le spedizioni americane hanno toccato il suolo lunare, da quella dell'Apollo 11 del '69 a quella dell'Apollo 17, nel 72. La mappa mostrata da Google Moon è stata fornita dalla NASA ed è attualmente limitata, in quanto mancano sia diversi mari e altri dettagli....

21 luglio 1969 alle ore 16.55 ore italiane


21 luglio 1969 alle ore 16.55 ore italiane, un uomo appoggia i piedi sulla superficie di un altro corpo celeste diverso dalla Terra “ è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per l’umanità.” Così si espresse Neil Armstrong, astronauta Statunitense, appena sceso sul suolo lunare dal modulo lunare chiamato Eagle. Dopo poco anche Edwin Aldrin detto Buzz scende dalla scaletta del LEM. Il collegamento del memorabile evento è trasmesso a tutto il Mondo. Armstrong inquadrato dalla telecamera di Buzz Aldrin disse “…dedico questo esperimento a Galileo, nella mano destra ho una piuma, nella sinistra un martello ora li lascio cadere contemporaneamente”. Tutti i telespettatori del mondo da casa videro che sulla Luna i due corpi toccarono suolo nello stesso istante. I due astronauti trascorsero 21 ore sulla superficie lunare e dopo le loro storiche passeggiate sulla Luna , essi attraccarono con successo al Modulo di Comando “ Columbia” ove Michael Collins li attendeva pazientemente, orbitando attorno alla Luna. Complessivamente, in tutte le missioni Apollo, 12 astronauti hanno passeggiato sulla Luna, tra il 1969 e il 1972. Lo scopo politico della missione, cioè la supremazia americana a fronte di quella sovietica era stata raggiunta.

venerdì 17 luglio 2009

Cosi arrivavano le immagini


Una volta arrivati a terra, e convertiti, i segnali dalla Luna venivano inviati a Houston via satellite (Intelsat), cavo o antenne a microonde, e dal Manned Flight Center della Nasa ai teleschermi. In ogni caso la Nasa si è impegnata a completare un rapporto preciso su quanto accaduto alle immagini, necessario forse anche per contribuire a smentire la versione secondo cui lo sbarco sulla luna non è mai avvenuto, e che ciò a cui milioni di persone hanno assistito è stato il risultato di un lavoro fatto in studio.Anche per questo, la Nasa ha commissionato il restauro delle immagini di qualità migliore trasmesse nel 1969 alcune delle quali sono state mostrate oggi per la prima volta ai giornalisti. A farsi carico del restauro, che verrà completato a settembre, è stata la Lowry Digital Corp, una società californiana specializzata nel restauro di pellicole hollywoodiane, a partire dai primi film di Walt Disney. Anche se la conversione originale, ha spiegato Nafzger, ha provocato una sostanziale perdita di qualità, tutti ricordano le immagini viste alla televisione o riproposte sui giornali come sfuocate e granulose, i fotogrammi restaurati mostrano dettagli inediti e una nuova luce alla missione. Anche se non necessariamente l'originale.

Perdute le immagin ioriginali ma....


Sono andate perdute le copie originali delle immagini dello sbarco sulla Luna contenute in 45 nastri di proprietà dell'Agenzia spaziale americana. Inutili i tentativi di ritrovarle, tentativi avviati tre anni fa quando alcuni storici chiesero alla Nasa di poterle vedere. Ad ammetterlo è stato Richard Nafzger, da quarant'anni esperto di comunicazioni al Goddard Space Flight Center dell'agenzia americana, il coordinatore della trasmissione televisiva delle immagini delle missioni Apollo, lo specialista che aveva convertito in tempo reale le immagini in formato "slow-scan" della camminata sulla Luna di Neil Amstrong e Buzz Aldrin nel formato standard necessario per la trasmissione sui teleschermi delle case di mezzo mondo. Senza nastri originali è facile immaginare il ritorno di tutte le polemiche di coloro che hanno sempre sostenuto che gli astronauti non sono masi sbarcati sul satellite. I nastri, ha spiegato oggi Nafzger, sono con ogni probabilità stati cancellati, o qualcuno vi ha sovrapposto i dati di altre missioni negli anni settanta, per errore. Non tutte le speranze sono perse, ha aggiunto: le due stazioni di terra posizionate in Australia (Parkes Radio Astronomy, vicino a South Wales, e la Honeysuckle Creek Tracking Station, a Canberra) che ricevevano le immagini dallo spazio insieme a quella in California (la Goldstone Tracking Facility nel deserto del Mojave), dovrebbero avere nei loro archivi altri due nastri con le immagini "slow-scan" dello sbarco, anche se fino a ora non sono stati ritrovati. -messaggero

giovedì 16 luglio 2009

L'Apollo 11 in real time

In occasione del 40° anniversario la Nasa replica in tempo reale l'avvenimento con la possibilità di ascoltare tutte le comunicazioni tra Houston e l'Apollo 11 cosi come furono a suo tempo. Grazie ad Ovidio i1scl per la segnalazione
Questo il link e buon divertamento...
http://www.nasa.gov/externalflash/apollo11_radio/

mercoledì 15 luglio 2009

Michael Collins


Michael Collins (Roma, 31 ottobre 1930) è un astronauta statunitense che prese parte ai programmi Gemini e Apollo. Collins nacque al numero 16 di via Tevere a Roma, dato che il padre aveva un impiego militare all'ambasciata statunitense in Italia. Formatosi all'accademia militare, diventò pilota e collezionò circa 4200 ore di volo. Fu selezionato dalla NASA come astronauta nel 1963. Nel 1968 un'ernia al disco gli impedì di pilotare la capsula Apollo 8 e mise in forse la sua carriera di astronauta (era considerato il più esperto pilota e conoscitore del Modulo di Comando e di Servizio (CSM) ) ma un intervento chirurgico risolse il problema. Partecipò infatti alla missione Apollo 11 nel luglio del 1969, la prima a portare l'equipaggio sulla Luna. Collins era il pilota del Modulo di Comando e di Servizio (CSM) che orbitava attorno alla Luna mentre Neil Armstrong e Buzz Aldrin erano sulla superficie lunare. Quindi Collins non atterrò mai sulla Luna. Fu descritto, in quel periodo, come la persona più distante da altri esseri umani di sempre. Prima della missione Apollo 11, nel 1966 volò sul Gemini 10. In questa missione, lui e il suo compagno di viaggio John Young stabilirono l'allora record di altezza mai raggiunta: 475 miglia sopra la superficie terrestre. Inoltre Collins compì una passeggiata nello spazio (EVA). Come per gli altri membri dell'equipaggio dell'Apollo 11, un piccolo cratere vicino al luogo dell'allunaggio porta il suo nome. Scrisse un libro, Carrying the Fire, sulla sua esperienza come astronauta. È anche nella Hollywood Walk of Fame. Il 13 agosto 1969 il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon gli ha consegnato la prestigiosa onorificenza: la Medaglia presidenziale della libertà.

venerdì 10 luglio 2009

Missioni senza equipaggio


Prima di inviare un equipaggio umano sulla Luna, il governo degli Stati Uniti decise che veicoli spaziali privi di equipaggio a bordo avrebbero dovuto esplorare per primi il satellite scattando diverse fotografie, per confermare la possibilità di allunare in sicurezza. Gli statunitensi incentrarono i loro sforzi sull'invio di una sonda sulla Luna con il loro programma Pioneer. Comunque, tre progetti di sonda su tre propulsori a razzo diversi fallirono tutti in un totale di dieci tentativi. Il programma Luna sovietico lanciò il Luna 1, il primo veicolo a volare al di là della Luna il 4 gennaio 1959. Il suo successore, il Luna 2, fu il primo veicolo ad allunare, mentre Luna 3 fu il primo a scattare fotografie del lato nascosto della Luna il 7 ottobre 1959. Luna 9, lanciato dall'URSS il 3 febbraio 1966 eseguì il primo atterraggio morbido sulla Luna; Luna 10 divenne il primo velivolo spaziale ad orbitare intorno alla Luna il 3 aprile 1966. Il programma robotico Surveyor era parte degli sforzi statunitensi di localizzare un sito sicuro sulla Luna per un allunaggio. Cinque delle sette missioni Surveyor ebbero successo, aiutando a trovare l'obiettivo migliore per gli astronauti del programma Apollo. Apollo 8 eseguì la prima orbita lunare con equipaggio il 27 dicembre 1968, ponendo le basi per far scendere un uomo sulla Luna.

martedì 7 luglio 2009

L'Uomo è sulla Luna



Alle 4.57 del 21 luglio 1969 l’uomo ha messo piede sulla Luna. È cominciata così una nuova era nella storia umana: la conquista degli altri mondi, la scalata ai corpi celesti, l’assalto allo spazio. Non più prigioniero del proprio pianeta, l’uomo si è proiettato verso approdi ignoti. Finita la preistoria spaziale, si entrava nell’era cosmica. Di questa grandiosa avventura che ha portato l’uomo a violare il pianeta proibito, L’Europeo forniva una cronaca destinata a diventare storia. Saranno queste parole, udite nel corso della lunga “notte della Luna”, a raccontare nei secoli l’avventura più grande dell’uomo del nostro tempo. È una cronaca vissuta minuto per minuto sul luogo stesso dal quale veniva comandata la missione lunare, al fianco degli uomini che a 400mila chilometri di distanza governavano l’astronave da Terra; e racconta, attraverso le parole testuali dei protagonisti, ciò che è avvenuto in quelle ore che hanno cambiato il destino dell’umanità. - Di Oriana Fallace, sul Corriere della Sera il bellissimo e lunghissimo articolo che vi consigliamo di stampare. http://www.corriere.it/europeo/scienze_e_tecnologie/2009/07/fallaci_luna_b57fb026-67de-11de-8836-00144f02aabc.shtml

giovedì 2 luglio 2009

Ritrovate le immagini storiche


A 40 anni dallo sbarco dell’uomo sulla Luna, la Nasa potrebbe essere in grado di riproporre le ormai storiche immagini della passeggiata di Neil Armstrong con una nitidezza fino ad oggi inimmaginabile. Stando a quanto apparso sulle pagine del sito inglese The Sunday Express, infatti, l’agenzia spaziale statunitense avrebbe recuperato i nastri originali “smarriti” poco dopo la missione. Ritrovati i video originali andati perduti nel 1969 - La notizia potrà esser confermata soltanto fra qualche settimana, quando, a detta del tabloid, la Nasa mostrerà al grande pubblico le “spettacolari immagini”.